Qualche anno fa, era il 2016, l’amico Tonino Sala aveva riportato alla memoria la curiosa vicenda di un’opera artistica dello scomparso Giuseppe Spagnulo, una gigantesca realizzazione in metallo intitolata “Black Panther”.
Nella Arcore, fine anni Sessanta, e nel crogiolo artistico che annoverava anche la figura di Nanni Valentini e del “pigmalione” Natale Crippa detto il “Crippone” che aveva sempre assecondato i due “nascenti artisti”, con gesti concreti e disinteressati, l’ingombrante opera metallica aveva, per qualche tempo, tenuto banco nella vita degli arcoresi, sino a raggiungere i clamori della cronaca locale quando il citato Natale Crippa piazzò l’opera nella prossimità dell’attuale biblioteca di Arcore, allora sede del Municipio.
Il "Black Panther" opera di Giuseppe Spagnulo, collocato nello spazio a fianco del Municipio di Arcore, inizio anni '70
Fatto sta, che quella collocazione a ridosso del Municipio, mai autorizzata formalmente, andava risolta.
Le pressioni dell’Amministrazione Comunale ben assecondate dal desiderio dei “benpensanti arcoresi” alla fine prevalsero.
L’opera d’arte, rimossa, sarebbe finita negli Stati Uniti. Non è ben chiara, ne la motivazione, così come, e da chi, fu condotta la trattativa per questa destinazione.
Tuttavia, prima di varcare l’Oceano, al vero non abbiamo notizie precise circa il suo approdo e la collocazione in America, il “Black Panther” gironzolò in alcune città d’Italia.
Avevamo individuato una sua collocazione a Ferrara, come possiamo apprezzare dall’immagine appena sotto.
Il "Black Panther" di fronte al Duomo di Ferrara
Un’altra immagine lo proponeva presso una libreria “Feltrinelli”, di cui, allora, non avevamo saputo identificarne il luogo. Ora grazie alla segnalazione di un lettore del blog, il Signor Enzo Porcu, possiamo colmare la lacuna.
Il "Black Panther" a Milano in Via Borgospesso
Il Signor Enzo ci fa sapere che nel 1970 il “Black Panther” fu posto davanti alla “Feltrinelli di Via Borgospesso, oggi Largo Lino Montagna, a Milano. L’operazione come indicato su questo manifesto, che abbiamo scovato sul web, intendeva “mettere opere nuove di artisti contemporanei in una piazza di Milano” ed era stata promossa dalla “Libreria Internazionale Einaudi di Milano” e della rivista “Che fare”,
Il manifesto che annuncia l'iniziativa per promuovere artisti contemporanei a Milano
Poi il Signor Enzo aggiunge un ulteriore particolare, ricordando come di fronte alla “Feltrinelli” il manufatto fu spunto e poi sfondo per una drammatica sequenza del film “La pacifista”, interpretato da Monica Vitti nell’autunno del 1970.
Senza indugio proponiamo lo spezzone cinematografico, soffermandoci sull’intezione del regista, o del direttore della fotografia, di voler utilizzare quell’enorme “occhio metallico”, dell’opera di Giuseppe Spagnulo, per inquadrare e circoscrivere un brutale omicidio, siamo negli “anni di piombo”, tema a cui il film era ispirato.
Le storie non sono mai “finite”, c’è spesso un finale che manca, e colmarlo fa sempre piacere.
Nanni Valentini, Giuseppe Spagnulo, Natale Crippa ci hanno lasciato da tempo, chi prima, chi dopo. Voglio ancora ricordare dell’amicizia e della riconoscenza dei due artisti verso il loro “pigmalione”, che se n’era andato prima di loro, e che vollero ricordare, con la loro arte, nel realizzare il suo monumento funebre, nel cimitero di Arcore.
La tomba di Natale Crippa nel cimitero di Arcore. Si riconoscono i "Ferri spezzati" di Spagnulo e le ceramiche di Valentini