I giorni della ghirlanda (le calende dei contadini)

I giorni della ghirlanda (le calende dei contadini)

di

Paolo Cazzaniga

In questi giorni d’inizio anno le previsioni sull’andamento dei prossimi dodici mesi, la fanno da padrone. Oltre alla necessità di sapere con anticipo cosa potrà accaderci, forse nella speranza di poter in qualche modo, se non piegare perlomeno addolcire il fato, una volta, fino agli anni Cinquanta del Novecento, quando l’industrializzazione a grandi passi cambiava il nostro modo di vivere, era ancora viva la necessità per le attività contadine, che ancora determinavano la riuscita del reddito anche nella nostra Brianza, una previsione per conoscere l’andamento meteorologico dell’anno che iniziava. Oggi la precisione di tali previsioni è cosa ormai consolidata, non era così allora. Rispolveriamo dunque più per gioco, e nella volontà di rievocare qualcosa di quel tempo, una consuetudine della civiltà contadina di tutta l’Italia, che affondava la sua origine nella notte dei tempi, cercando di ricondurci a quanto avveniva in Brianza. L’obbiettivo era di stilare una previsione di quale sarebbe stato il tempo durante l’anno che andava ad iniziare, per potersi regolare nelle semine e nelle altre attività agricole. Si teneva nota delle condizioni atmosferiche per un preciso lasso di tempo registrandole giorno per giorno. Alla fine di questo periodo di rilevamento, l’esperto traeva le sue conclusioni. Ora nel tentativo di ricostruire questa tradizione divinatoria, ripeto nessun supporto scientifico corrobora la pratica che stiamo imbastendo, la prima difficoltà che si è interposta è stato stabilire il periodo a cui riferirsi per registrare le condizioni meteo che serviranno per la previsione. Ho raccolto da differenti fonti informazioni non univoche sui periodi d’osservazione, anche se nella globalità indicano i mesi di dicembre e di gennaio con diverse scadenze. Nel testo di Franca Pirovano, “Sacro, magia e tradizione in Brianza” di recentissima pubblicazione, la ricercatrice identifica nella cosiddetta “ghirlanda” compresa tra Natale e l’Epifania il periodo che i contadini di un tempo “tenevano d’occhio” per stilare le previsioni dell’anno che andava ad iniziare. Parentesi: sempre dalla stessa Pirovano l’informazioni di un ulteriore rito, che se vogliamo necessitava di un interprete preparato, identificato nel capofamiglia. Nella notte di Natale il regiù, recitando l’Angelus, gettava sulle fiamme che si alzavano nel camino per l’intera notte, rami d’alloro e osservandoli mentre ardevano traeva le previsioni per “l’anno che verrà”.  Ritorniamo a noi, a questa prima nozione che fissava in soli dodici giorni l’osservazione necessaria, aggiungiamo una seconda informazione che tuttavia ci sposta in maniera sostanziale dal nostro territorio. Nel Sannio, quindi nel sud dell’Italia, ci giunge una più precisa indicazione, intanto le cose si fanno più complicate, dopo aver preso nota del tempo nell’arco che va da Santa Lucia, 13 dicembre sino alla vigilia di Natale, si fa pausa nella festività della nascita di Gesù e quindi si riprende il 26 dicembre e si annota il tempo sino all’Epifania, 6 gennaio. Mentre nella prima parte delle rilevazioni si partiva associando il primo giorno al tempo che avrebbe fatto a gennaio, il secondo a febbraio e così via, ora partendo da Santo Stefano si associa il mese di dicembre, il 27 a novembre e così a ritroso sino all’Epifania che viene associata a gennaio. Questa seconda parte delle rilevazioni erano dette “le calende rovesce”, mentre le prime erano le “diritte”.  Segnaliamo attraverso questa differente identificazione “calende” e non più “ghirlanda”, una diversa designazione tra località del medesimo fenomeno. Andiamo oltre, abbiamo infine intercettato un analogo conteggio anche in Brianza, andata e ritorno. La località è Campofiorenzo o un luogo molto prossimo. A firma G.S. riportiamo dal web quanto segue: I miei genitori mi raccontavano sempre che quando erano bambini non esistevano le previsioni meteo come oggi e per sapere come sarebbe stato il tempo durante l’anno si prestava particolare attenzione ai “giorni della ghirlanda”. Dal 1° al 24 di gennaio si segnava sul calendario com’era stata la giornata (sole, pioggia, ecc..), si traevano conclusioni su come sarebbe andata l’intera annata e, di conseguenza, si organizzavano il raccolto e la semina.

Secondo la credenza popolare dei contadini delle zone, il tempo (meteo) che farà nell’anno rispecchierà quello che si è verificato nei giorni della ghirlanda: dal 1° al 12 di gennaio, le diritte, e dal 13 al 24 gennaio, le rovesce.

Le diritte rappresentano la prima parte del mese, le rovesce la seconda metà. Poi si effettua una specie di media tra le due fasi per avere una previsione meteo dell’intero mese. L’interpretazione dei fenomeni è la parte più importante.

Forti di quanto esposto iniziamo le nostre rilevazioni. Gioco forza associarci alle indicazioni di G.S. e iniziare le registrazioni con il primo gennaio. Compileremo dunque la tabella che proponiamo qui sotto, invitiamo, chi fosse sulla stessa lunghezza d’onda, a fare la stessa cosa. Alla fine del mese, tireremo le somme e poi avremo un anno intero, (a Dio piacendo) per la verifica sul campo. Naturalmente chi avesse notizie più precise su questa consuetudine, potrà farcene partecipe lasciando un commento al post, oppure utilizzando il form “scrivimi” o attraverso e-mail : scoprilabrianzatuttoattaccato@hotmail.it

Solo ancora due note tecniche. Le rilevazioni che qui saranno registrate si riferiscono alla località di Arcore. A grandi linee le quattro osservazioni giornaliere saranno: verso le otto del mattino, a mezzogiorno, alle 16 e alle 20 di sera.

Buon Anno a tutti!

Iniziamo oggi la seconda parte del percorso relativo alle previsioni meteorologiche dell’anno in corso.

Le osservazioni da oggi al 24 gennaio, serviranno per decifrare il tempo che farà nella seconda parte dei dodici mesi dell’anno. Partiamo oggi con dicembre e così via a ritroso, sino al gennaio.

Non nascondo più che una perplessità su quanto registrato sinora. Alla luce delle rilevazioni fatte ci attende una prima parte dei mesi dell’anno con tempo sereno e senza pioggia. Vedremo poi in sede di consuntivo incrociando anche i dati della raccolta in corso di tirare le somme.

Del resto oltre alla mancanza di basi scientifiche, che come abbiamo detto all’inizio, caratterizza questa pratica, dobbiamo aggiungere i sostanziali cambiamenti climatici in corso, che tolgono quel poco di “valori statistici” a cui questa tradizione poteva attingere per formulare una previsione attendibile.

Abbiamo concluso le osservazioni dei primi 24 giorni di gennaio, che secondo la tradizione che abbiamo ampiamente illustrato, sarebbero serviti per stilare le previsioni del tempo dell’intero anno. 

Da un riepilogo veloce, possiamo dire che sarà un anno con poche giornate di brutto tempo, e con piogge ridotte all’osso. Se per certi versi il bel tempo potrebbe sembrare una previsione positiva, è d’obbligo considerare la mancanza di piogge, come una vera catastrofe. Non vogliamo essere delle Cassandre, ma alla luce di quanto successo in Australia negli ultimi quattro anni, il perdurare di una lunga siccità, ha condotto ad una situazione che ha trovato terreno fertile per i devastanti incendi, occorsi negli ultimi mesi.

Non possiamo tuttavia, ribadendo ancora una volta la mancanza di pretese scientifiche al gioco che abbiamo voluto condurre, ignorare il riscaldamento globale con cui inesorabilmente, faremo e stiamo già facendo i conti.

Per continuare con la verifica intrapresa, cercheremo ora di mese in mese di raccogliere i dati meteorologici per farne un sunto mensile da confrontare con le nostre previsioni.

Concludiamo, per ora, riproponendo attraverso le parole di Maria Adelaide Spreafico, professoressa, e profonda cultrice della Brianza, scomparsa nel 2014 alla veneranda età di 94 anni, come era il mese di gennaio, quando appunto serviva a determinare, quelle previsioni che a quanto pare risultavano poi azzeccate. Dal testo che proponiamo, la Spreafico fa riferimento ad una osservazione che comprendeva solo i primi 12 giorni di gennaio, che dovevano fare il paio con i dodici mesi dell’anno.

“…Gennaio! Si sfoglia con una certa ansietà il calendario fresco di stampa, si interrogano ansiosamente indovini ed astronomi, si consultano noti studiosi di astrologia nel desiderio vivo di carpire al futuro il suo impenetrabile segreto, ma il popolo che vive più di quello che gli è stato tramandato dagli avi che di dottrina e di scienza, scrolla incredulo il capo e non si scompone per nulla. Non ha bisogno di tante consultazioni; gli basta un pizzico di memoria per ricordare i proverbi dei suoi indimenticabili “vecchi” e un tantino di spirito di osservazione per studiare i fenomeni che gli passano tanto gratuitamente sotto il naso e gli permettono di poter dire la sua parola autorevole in fatto di previsioni sul futuro. Si affannano gli studiosi a spiegare il tipico fenomeno del cambiamento di clima nelle prime giornate di gennaio e parlano di zone cicloniche e anticicloniche, di banchi di nebbia e di spostamenti di masse d’aria, ma il nostro contadino ancora oggi non ha bisogno di consumarsi sui libri. Eccolo lì, sull’uscio di casa, le mani affondate nelle tasche dei pantaloni e il naso all’insù, a scrutare il cielo e ad osservare, con aria che pare a volte svagata e invece non è, i giochi scherzosi e bizzarri del tempo. “Beh, che c’è di strano se la temperatura cambia di botto? – ti dice con ingenuo candore – Non lo sai, dunque, che questi sono i “giorni della Ghirlanda?”. Già: i “giorni della Ghirlanda – ripeti dentro te stesso. E vedi sfilare, nella tua fantasia, i primi dodici giorni dell’anno con tutte le oscillazioni atmosferiche possibili, anticipazione sicura di quelle che saranno le mutazioni del tempo nei prossimi dodici mesi. Il freddo pizzica intenso e il termometro scende di parecchi gradi sotto lo zero a Capodanno? “Niente di male! Vuoi dire che gennaio sarà rigidissimo”. C’è un intenso sfarfallio per l’aria nel giorno successivo?

“Ma certo! A febbraio avremo neve su neve”. Si appesantiscono i candidi fiocchi e si sciolgono in acqua il giorno dopo? “Che c’è di strano? Marzo inizierà con giornate piovose, ma poi il vento verrà ad asciugare la terra ed a spazzar le nubi dal cielo”. Si addolcisce la temperatura e ti pare che l’inverno finisca d’incanto? “Per forza! – ti senti rispondere – Andiamo verso l’estate … E’ maggio … è giugno … è luglio … è agosto … ! “Ma come? – ti domandi stordito e sorpreso. E resti lì, a litigare col tempo ed a smarrirti sul tuo calendario che odora ancora di stampa, gli occhi sbarrati su un enorme “Gennaio” scritto a caratteri rossi grossi così …

Ma lascia che passino ventiquattr’ore e il cielo tornerà a incupirsi sopra di te e ad assumere quel tipico colore grigiastro ed opaco che è caratteristico della stagione autunnale e invernale…”.